In una delle edizioni, premiato il giudice Rosario Livatino

Beato Don Francesco Mottola

Beato Don Francesco Mottola

TROPEA – Nella fondazione Don Mottola, presieduta dal professore Paolo Martino, sono in corso i preparativi per la pubblicazione del bando relativo alla 31esima edizione del premio omonimo. Premio che si sarebbe dovuto tenere già il 29 giugno del 2021, ma la pandemia ha arrestato il passo per cui tutto è rimasto fermo. Ora che lentamente, pare, si stia uscendo fuori del tunnel, la Fondazione ha ripreso in mano uno dei suoi punti cardini, il premio don Mottola, appunto. Come si ricorderà, la Fondazione è nata per iniziativa di un gruppo di laici romani legati al Gruppo Ecclesiale Calabrese (GEC), il 2 dicembre 1988 con il preciso intento di mantenere viva la memoria del sacerdote tropeano e, nella ricorrenza dell’anniversario della sua morte, svolgere ogni anno la cerimonia di premiazione dei vincitori del premio omonimo. Premio conferito a singole persone, enti e associazioni che si siano particolarmente distinti nell’attività di carità, formazione umana, culturale, sociale e civile con spirito di servizio e nell’ottica della promozione dei diritti e della dignità della persona. Ovvero, con attività aderenti agli insegnamenti di don Francesco Mottola.

Del sacerdote tropeano si attende l’ufficialità della dichiarazione di Beato. Evento che avrebbe dovuto avvenire il 31 maggio del 2020, e rimandato al 2021. Come si ricorderà, don Mottola, Servo di Dio, fu sacerdote diocesano e Fondatore dell’Istituto Secolare delle Oblate del Sacro Cuore. Nacque a Tropea il 3 gennaio 1901 dove morì il 29 giugno 1969 dopo una vita trascorsa in odore di santità. Nel mese di dicembre del 2007, l’allora papa Benedetto XVI lo dichiarò Venerabile; il 3 ottobre del 2019, papa Francesco ha firmato il decreto pontificio di Beato.

Quanto prima, quindi, la città di Tropea potrà acclamarlo Beato, non appena sarà possibile organizzare la relativa cerimonia.

Irma Scrugli

Irma Scrugli

La Fondazione, quindi, come su detto, si sta organizzando per portare avanti il Premio che, ad ogni modo, in questo 2021 non si potrà svolgere per la data del prossimo 29 giugno. Slitterà per il mese di settembre, probabilmente in concomitanza con il ricordo di un’altra bella figura tropeana, Irma Scrugli, nata il 4 settembre 1907 da un’aristocratica famiglia e che, ancora giovanissima, scelse di condividere i progetti di vita e di santità del Beato Mottola, fino al 22 settembre del 1994, quando varcò le porte del Cielo per continuare a stargli accanto.

E’ questa l’occasione per riportare alla memoria uno dei momenti belli del premio don Mottola, ovvero quando il nome del Giudice ragazzino, Rosario Livatino, è risuonato nell’aria della città di Tropea.

E’ stato durante la XVIII edizione del 2006, infatti, che Livatino, sostituto procuratore di Agrigento, dove s’impegnò a fondo contro la mafia, cadendo vittima di un attentato, venne insignito alla memoria del premio don Mottola per il suo esempio di vita condotta all’insegna del messaggio cristiano. Durante quella cerimonia che si svolse presso la

Giudice Rosario Livatino

Giudice Rosario Livatino

biblioteca comunale, l’edizione del premio fu condotta dai presidenti di allora, ossia Alfredo De Grazia della Fondazione e Rosaria Chessari del Premio. Furono premiati anche don Saverio Gatti, fondatore dell’associazione Domus Bethania e Giuseppe Lo Cane, Fratello Maggiore degli Oblati del S. Cuore.

E così, la Fondazione don Mottola ha esultato quando il 9 maggio u.s. il giudice Livatino, ad Agrigento, è stato dichiarato Beato, così come il nostro Don Mottola.

Vittoria Saccà

Incontro alle ore 17,00 del 29 febbraio 2020, presso il museo Diocesano di Tropea per la presentazione del volume “Don Francesco Mottola. Un santo del nostro tempo”.
Saranno presenti i relatori Mons. Luigi Renzo e P. Pino Di Luccio, i professori  Rocco Pititto e Paolo Martino,  e don Pasquale Russo.

 

La proclamazione di Beato di don Mottola avverrà il prossimo 30 maggio

 

 

TROPEA – Nella concattedrale è stata celebrata una messa solenne dal vescovo della diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, mons. Luigi Renzo, e da tanti sacerdoti, nel giorno di Capodanno durante la quale si è ufficialmente concluso l’anno mottoliano.  Presenti il sindaco Giovanni Macrì, la famiglia oblata, moltissimi fedeli, nonché il coro polifonico Don Giosuè Macrì, diretto dal maestro Vincenzo Laganà.

E’ stato un anno di grazia per tutta la comunità cristiana, che ha avuto modo di ringraziare il Cielo per averle donato una figura speciale quale fu il sacerdote don Francesco Mottola. Un uomo che dedicò la sua vita al prossimo in tutta la sua totalità, dal più umile al più alto, lasciando ovunque tangibili segni di amore e di umanità. Una figura da imitare nel cammino di ognuno di noi. L’anno giubilare mottoliano è stato indetto e voluto dalla famiglia Oblata e dalla Diocesi per ricordare don Mottola, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua salita al cielo, avvenuta il 29 giugno del 1969.  Un anno intenso che si è concluso dopo aver portato sulla via percorsa dal santo sacerdote migliaia di persone e di fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano e dalla Calabria intera.

«Con questa celebrazione – ha detto mons. Renzo nella sua omelia – è vero che concludiamo l’anno mottoliano, ma apriamo un nuovo percorso che ci prepariamo a vivere» ovvero la proclamazione di Beato del venerabile don Mottola che avverrà il prossimo 30 maggio. Quindi ha ringraziato il sindaco della città, la famiglia oblata, i volontari, per l’aiuto che stanno offrendo affermando che già ha predisposto una commissione operativa per preparare l’organizzazione. «Siamo alle prese con l’individuazione del luogo dove svolgere la cerimonia, che non è semplice» ha affermato il vescovo. Converranno almeno 10 mila presenze e ci si sta rendendo conto che per quanto sia bella Tropea non vi è un luogo abbastanza ampio per accogliere tanta gente. Ciò sta creando un po’ di disagio ma, ha aggiunto, si riuscirà con la buona volontà di tutti

«Oggi concludiamo l’anno giubilate ma proseguiamo gioiosi il nostro cammino spirituale alla scuola del nostro Beato che tanto ha da insegnare anche alla nostra generazione con la sua testimonianza di amore per Dio e di amore al prossimo povero e bisognoso. Tanto abbiamo riflettuto sulla sua spiritualità, – ha proseguito – ma tanto ci resta ancora da scoprire soprattutto da imitare per assimilarne lo spirito e il coraggio. Quello spirito e quel coraggio che lui ha sempre tenuto vivo dentro di sé e che ha saputo trasmettere alle persone che lo hanno accostato».  Si è poi soffermato su quella “Parva favilla” che oltre ad essere il titolo scelto da don Mottola per la rivista in collegamento con le famiglie oblate, rappresenta la scintilla di fuoco d’amore caratteristica di ogni oblato, in grado di aprire un incendio di amore per riscaldare il cuore di ogni donna e uomo amati da Signore. Un invito all’amore da richiamare nel primo giorno dell’anno guardando alla Madre di Dio, ed anche come giornata mondiale per la pace. Col pensiero rivolto alle violenze di ogni genere che ci sono nel mondo e nel nostro territorio, ossia, le devastazioni del maltempo, la retata contro la ‘ndrangheta nei giorni scorsi, troppo ramificata, ha affermato che c’è bisogno di recuperare la pace. Papa Francesco, ha proseguito mons. Renzo, ci pone la pace come cammino di speranza, cammino di ascolto e di riconciliazione, la pace come cammino di riconversione ecologica per trasformare al meglio le relazioni con i nostri fratelli e con il creato. «La pace – ha aggiunto – si costruisce iniziando cammini diversi». Ha concluso la sua omelia soffermandosi su Maria e sul suo saper trasmettere gioia e pace ai pastori del suo tempo e a tutti quanti noi. A conclusione della solenne celebrazione eucaristica, il vescovo e tutti i sacerdoti hanno sostato davanti alla tomba del Beato don Mottola.

E oggi, 3 gennaio, ricorre la sua nascita avvenuta nel 1901. La famiglia Oblata si riunirà per ricordarlo. Sarà presente il postulatore della Causa di Beatificazione don Enzo Gabrieli che presiederà una solenne celebrazione eucaristica, alle ore 17.30 nella Concattedrale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Vittoria Saccà

 

TROPEA – Nel prossimo giorno di Capodanno, si chiuderà l’anno mottoliano indetto e voluto dalla famiglia Oblata e dalla Diocesi di Mileto- Nicotera – Tropea per ricordare don Francesco Mottola, in occasione dei 50 anniversario della sua salita al cielo.

L’evento avverrà con una solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo Luigi Renzo, presso la concattedrale alle ore 11,00.

«E’ stato un anno intenso e ricco di iniziative, – afferma don Francesco Sicari – che ha visto pellegrini ai luoghi di don Mottola migliaia di persone e di fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano e dalla Calabria intera. Bambini, ragazzi, giovani, famiglie, anziani, ammalati, seminaristi, sacerdoti e Vescovi provenienti da tutta la Regione hanno visitato in questo anno la casa natale del prossimo Beato, la prima casa della carità e hanno sostato in preghiera dinanzi alla tomba, nella Concattedrale di Tropea. Molti giubilei di categoria e tanto entusiasmo e gioia che ha contagiato gli stessi tropeani, concittadini di Don Francesco Mottola».

Mons. Renzo, inoltre, in una lettera inviata per la circostanza ai sacerdoti della diocesi, scrive «Con la celebrazione del primo gennaio vorremmo da una parte esprimere la nostra gratitudine al Signore per l’abbondanza di grazia concessaci durante l’anno giubilare trascorso, ma contemporaneamente vorremmo anche dare inizio al nostro cammino di preparazione che ci porterà alla Beatificazione del nostro Venerabile».

Proprio per questa attesa importante nonché gratificante per tutto il popolo della chiesa tropeana, vibonese e calabrese, sono già iniziati i primi incontri di preparazione in vista del grande evento della Beatificazione. In effetti, anche il numero della rivista Parva Favilla che viene distribuito in questi giorni, si presenta, come edizione speciale, con una veste tipografica a colori ed è tutto dedicato all’annuncio della beatificazione.

«Sarà dunque il 2020 un anno intenso da vivere ancora – afferma inoltre don Sicari – guardando all’esempio di questo umile sacerdote di Tropea che la Chiesa eleverà agli onori degli altari, riconoscendo così la santità della sua vita».

Nel frattempo, il prossimo 3 gennaio, la famiglia Oblata si riunirà per ricordare la nascita di don Mottola, avvenuta a Tropea nel 1901 e per l’occasione il postulatore della Causa di Beatificazione don Enzo Gabrieli presiederà una solenne celebrazione eucaristica, alle ore 17.30 nella Concattedrale, alla quale tutti sono invitati a partecipare.

 

Vittoria Saccà

La premiazione è avvenuta il 5 dicembre 2019

 

TROPEA – Più di 300 alunni provenienti dalle scuole della provincia hanno partecipato all’evento conclusivo del concorso “Sui passi di don Mottola”, ideato per rendere omaggio ad un grande tropeano come il beato don Francesco Mottola.

Il concorso ha preso il via già dallo scorso anno scolastico, muovendo i suoi primi “passi”, con l’intento di far conoscere e riscoprire, soprattutto ai più piccoli, la vita e le opere di questo santo sacerdote calabrese. E’ stato un concorso a premi voluto per raccontare una storia a fumetti, un percorso educativo riservato agli alunni di scuola Primaria e di scuola Secondaria di 1° grado degli Istituti Comprensivi della Provincia di Vibo Valentia, ai gruppi parrocchiali e associazioni.

Organizzato dalla Fondazione “Casa della Carità” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Statale “Don Francesco Mottola” e l’Azione Cattolica della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il concorso è stato collegato alle iniziative indette in occasione dell’Anno giubilare Mottoliano.

L’appuntamento è iniziato a palazzo Santa Chiara con l’esposizione di tutti gli elaborati inviati.

A valutarli, è stata una giuria presieduta dalla dirigente scolastica Giuseppina Prostamo, e composta da don Francesco Sicari, in rappresentanza della Fondazione “Casa della Carità”, Paolo Giannini, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, la dott.ssa Beatrice Lento presidente dell’associazione S.o.s Korai, dalla professoressa di Storia dell’Arte Annamaria Miceli e dal il fotografo e giornalista Saverio Caracciolo. Essa, quindi, ha deliberato le opere meritevoli di particolare menzione, riconoscendo a tutti gli elaborati pervenuti uguale valore d’impegno, di ricerca, di studio, di approfondimento tematico.

I lavori fumettistici sono stati suddivisi per la valutazione in tre categorie: Young (elaborati di Prime, seconde e terze classi di scuola Superiore di I grado), premio vinto dalla scuola media di Limbadi guidata dalla dirigente Marisa Piro presente alla cerimonia; Children (quarte e quinte  scuole Primarie), riconoscimento ottenuto dalla classe VA della scuola Primaria di Tropea e Kids (prime, seconde e terze classi di scuola primaria) assegnato alla I C sempre della scuola primaria di Tropea.

Un ulteriore riconoscimento è stato assegnato dalla giuria, per l’originalità dei contenuti, all’elaborato inviato dalle classi II della scuola media di Tropea.

La premiazione è avvenuta nella concattedrale di Tropea dopo un breve momento di preghiera presieduto da don Sergio Meligrana e i saluti del vicesindaco Roberto Scalfari che ha rimarcato la vicinanza dell’Amministrazione Comunale agli eventi organizzati in ricordo di don Mottola.

Don Francesco Sicari ha ricordato il legame del Beato Mottola con i bambini che ha sempre avuto a cuore con particolare cura ed attenzione per quelli più bisognosi e malati.

E’ stata pertanto una mattinata di festa gioiosa, sia per gli oblati del sacro Cuore, che per la scuola, per tutta la cittadina di Tropea che molto presto vedrà salire agli onori degli altari uno dei suoi compaesani più amati.

Vittoria Saccà

fonte: Il Quotidiano del sud

 

Presentato il libro

TROPEA-  Si è svolto, nei giorni scorsi, un interessante incontro durante il quale si è parlato del beato don Francesco Mottola grazie alla presentazione del libro “Don Francesco Mottola – Un santo del nostro tempo” curato da Paolo Martino, presidente della Fondazione don Mottola, e da Pasquale Russo, edito da Meligrana editore.

Nel libro, pubblicato per volontà della Fondazione, sono raccolti gli atti del convegno che si è svolto nell’occasione del 50esimo anniversario della morte del beato Mottola, avvenuta il 29 giugno del 1969, nonché gli interventi relativi alla presentazione de “Gli editoriali di Parva favilla” (1933- 1969).

L’evento, che si è svolto presso la sala del Museo diocesano, ha visto coinvolti il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera- Tropea, monsignor Luigi Renzo e Pino Di Luccio S.J. decano della Petim (sez. S. Luigi di Napoli). Presenti anche i curatori del volume Martino e Russo.

A moderare tutti gli interventi è stato Rocco Pititto, già professore di Filosofia della Mente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha dato la parola a mons. Renzo il quale ha iniziato palesando le sue preoccupazioni in merito alla data del 30 maggio quale momento della cerimonia relativa alla proclamazione di Beato di don Francesco Mottola, in quanto ancora, a quella data, non aveva ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Si è poi rammaricato per non essere stato presente al convegno per svariati motivi ricordando che il suo messaggio è giunto ugualmente. Quindi si è soffermato sia sugli atti del convegno, e sia sugli editoriali di parva faville affermando che sulla figura di don Mottola ci sono specifici particolari e che sarebbe bene studiare come si sia evoluto il suo animo nel corso dei tempi. Ha fatto riferimento anche a tutti i suoi scritti come anche le poesie. Attraverso le sue opere, infatti, ha detto il prelato, si potrebbero percorrere diversi canali per scoprire a fondo questo straordinario sacerdote di Tropea, quindi ha fatto diversi esempi su cui si potrebbe fare uno studio sistematico, producendo una serie di monografie. Perché la vita di don Mottola è ancora tutta da studiare. Ed ha invitato i giovani ad innamorarsi di Lui. Ha preso la parola don Pino Di Luccio il quale si è soffermato sul concetto di santità, secondo papa Francesco, che deve passare dalla porta accanto, ricordando che essa comporta un concetto relazionale, che deve spaziare fino all’immenso mare, specie del Mediterraneo, frontiera di pace, che deve essere come la porta dell’accoglienza. Elaborare, quindi, la teoria dell’accoglienza come fece don Francesco Mottola, esempio di teologia pratica del Mediterraneo, testimoniando la santità come uomo del Mediterraneo.«Don Mottola – ha detto inoltre Di Luccio – non fu protagonista di fatti eccezionali, fuori dal comune, né ebbe particolari riconoscimenti e onori, non gli furono risparmiate sofferenze nel corpo e nell’anima. Fu solo un uomo pieno di Dio, eppure nella semplicità di una vita scandita da monotonia, quasi noiosa, ma accettata con amore nelle parole e nei gesti di un’anima appassionata, si è resa visibile a quanti lo hanno avvicinato la presenza compassionevole, paterna, di Dio. La storia di don Francesco Mottola – ha proseguito – si è dipanata accanto alla gente di questa terra, vivendo nella parola contemplativa del Padre, spingendo tutti alla preghiera, prendendosi cura dei più deboli e dei più bisognosi dando loro una casa, la casa della carità». Questa pratica dell’accoglienza molto concreta, ha detto inoltre, fa di don Mottola un santo specificamente del Mediterraneo.«La sua è stata una storia al plurale perché coinvolge un maggior numero di persone, uomini e donne, che vollero camminare sulle sue orme e seguirlo sulla strada della perfezione». Ha quindi ripercorso la vita di don Mottola per poi passare a parlare del libro analizzandolo in tutte le sue parti. Sono poi intervenuti don Russo che si è soffermato sulla copertina e Martino che ha ringraziato i relatori e tutti i presenti.

Vittoria Saccà