Incontro alle ore 17,00 del 29 febbraio 2020, presso il museo Diocesano di Tropea per la presentazione del volume “Don Francesco Mottola. Un santo del nostro tempo”.
Saranno presenti i relatori Mons. Luigi Renzo e P. Pino Di Luccio, i professori  Rocco Pititto e Paolo Martino,  e don Pasquale Russo.

 

La proclamazione di Beato di don Mottola avverrà il prossimo 30 maggio

 

 

TROPEA – Nella concattedrale è stata celebrata una messa solenne dal vescovo della diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, mons. Luigi Renzo, e da tanti sacerdoti, nel giorno di Capodanno durante la quale si è ufficialmente concluso l’anno mottoliano.  Presenti il sindaco Giovanni Macrì, la famiglia oblata, moltissimi fedeli, nonché il coro polifonico Don Giosuè Macrì, diretto dal maestro Vincenzo Laganà.

E’ stato un anno di grazia per tutta la comunità cristiana, che ha avuto modo di ringraziare il Cielo per averle donato una figura speciale quale fu il sacerdote don Francesco Mottola. Un uomo che dedicò la sua vita al prossimo in tutta la sua totalità, dal più umile al più alto, lasciando ovunque tangibili segni di amore e di umanità. Una figura da imitare nel cammino di ognuno di noi. L’anno giubilare mottoliano è stato indetto e voluto dalla famiglia Oblata e dalla Diocesi per ricordare don Mottola, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua salita al cielo, avvenuta il 29 giugno del 1969.  Un anno intenso che si è concluso dopo aver portato sulla via percorsa dal santo sacerdote migliaia di persone e di fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano e dalla Calabria intera.

«Con questa celebrazione – ha detto mons. Renzo nella sua omelia – è vero che concludiamo l’anno mottoliano, ma apriamo un nuovo percorso che ci prepariamo a vivere» ovvero la proclamazione di Beato del venerabile don Mottola che avverrà il prossimo 30 maggio. Quindi ha ringraziato il sindaco della città, la famiglia oblata, i volontari, per l’aiuto che stanno offrendo affermando che già ha predisposto una commissione operativa per preparare l’organizzazione. «Siamo alle prese con l’individuazione del luogo dove svolgere la cerimonia, che non è semplice» ha affermato il vescovo. Converranno almeno 10 mila presenze e ci si sta rendendo conto che per quanto sia bella Tropea non vi è un luogo abbastanza ampio per accogliere tanta gente. Ciò sta creando un po’ di disagio ma, ha aggiunto, si riuscirà con la buona volontà di tutti

«Oggi concludiamo l’anno giubilate ma proseguiamo gioiosi il nostro cammino spirituale alla scuola del nostro Beato che tanto ha da insegnare anche alla nostra generazione con la sua testimonianza di amore per Dio e di amore al prossimo povero e bisognoso. Tanto abbiamo riflettuto sulla sua spiritualità, – ha proseguito – ma tanto ci resta ancora da scoprire soprattutto da imitare per assimilarne lo spirito e il coraggio. Quello spirito e quel coraggio che lui ha sempre tenuto vivo dentro di sé e che ha saputo trasmettere alle persone che lo hanno accostato».  Si è poi soffermato su quella “Parva favilla” che oltre ad essere il titolo scelto da don Mottola per la rivista in collegamento con le famiglie oblate, rappresenta la scintilla di fuoco d’amore caratteristica di ogni oblato, in grado di aprire un incendio di amore per riscaldare il cuore di ogni donna e uomo amati da Signore. Un invito all’amore da richiamare nel primo giorno dell’anno guardando alla Madre di Dio, ed anche come giornata mondiale per la pace. Col pensiero rivolto alle violenze di ogni genere che ci sono nel mondo e nel nostro territorio, ossia, le devastazioni del maltempo, la retata contro la ‘ndrangheta nei giorni scorsi, troppo ramificata, ha affermato che c’è bisogno di recuperare la pace. Papa Francesco, ha proseguito mons. Renzo, ci pone la pace come cammino di speranza, cammino di ascolto e di riconciliazione, la pace come cammino di riconversione ecologica per trasformare al meglio le relazioni con i nostri fratelli e con il creato. «La pace – ha aggiunto – si costruisce iniziando cammini diversi». Ha concluso la sua omelia soffermandosi su Maria e sul suo saper trasmettere gioia e pace ai pastori del suo tempo e a tutti quanti noi. A conclusione della solenne celebrazione eucaristica, il vescovo e tutti i sacerdoti hanno sostato davanti alla tomba del Beato don Mottola.

E oggi, 3 gennaio, ricorre la sua nascita avvenuta nel 1901. La famiglia Oblata si riunirà per ricordarlo. Sarà presente il postulatore della Causa di Beatificazione don Enzo Gabrieli che presiederà una solenne celebrazione eucaristica, alle ore 17.30 nella Concattedrale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Vittoria Saccà

 

TROPEA – Nel prossimo giorno di Capodanno, si chiuderà l’anno mottoliano indetto e voluto dalla famiglia Oblata e dalla Diocesi di Mileto- Nicotera – Tropea per ricordare don Francesco Mottola, in occasione dei 50 anniversario della sua salita al cielo.

L’evento avverrà con una solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo Luigi Renzo, presso la concattedrale alle ore 11,00.

«E’ stato un anno intenso e ricco di iniziative, – afferma don Francesco Sicari – che ha visto pellegrini ai luoghi di don Mottola migliaia di persone e di fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano e dalla Calabria intera. Bambini, ragazzi, giovani, famiglie, anziani, ammalati, seminaristi, sacerdoti e Vescovi provenienti da tutta la Regione hanno visitato in questo anno la casa natale del prossimo Beato, la prima casa della carità e hanno sostato in preghiera dinanzi alla tomba, nella Concattedrale di Tropea. Molti giubilei di categoria e tanto entusiasmo e gioia che ha contagiato gli stessi tropeani, concittadini di Don Francesco Mottola».

Mons. Renzo, inoltre, in una lettera inviata per la circostanza ai sacerdoti della diocesi, scrive «Con la celebrazione del primo gennaio vorremmo da una parte esprimere la nostra gratitudine al Signore per l’abbondanza di grazia concessaci durante l’anno giubilare trascorso, ma contemporaneamente vorremmo anche dare inizio al nostro cammino di preparazione che ci porterà alla Beatificazione del nostro Venerabile».

Proprio per questa attesa importante nonché gratificante per tutto il popolo della chiesa tropeana, vibonese e calabrese, sono già iniziati i primi incontri di preparazione in vista del grande evento della Beatificazione. In effetti, anche il numero della rivista Parva Favilla che viene distribuito in questi giorni, si presenta, come edizione speciale, con una veste tipografica a colori ed è tutto dedicato all’annuncio della beatificazione.

«Sarà dunque il 2020 un anno intenso da vivere ancora – afferma inoltre don Sicari – guardando all’esempio di questo umile sacerdote di Tropea che la Chiesa eleverà agli onori degli altari, riconoscendo così la santità della sua vita».

Nel frattempo, il prossimo 3 gennaio, la famiglia Oblata si riunirà per ricordare la nascita di don Mottola, avvenuta a Tropea nel 1901 e per l’occasione il postulatore della Causa di Beatificazione don Enzo Gabrieli presiederà una solenne celebrazione eucaristica, alle ore 17.30 nella Concattedrale, alla quale tutti sono invitati a partecipare.

 

Vittoria Saccà

La premiazione è avvenuta il 5 dicembre 2019

 

TROPEA – Più di 300 alunni provenienti dalle scuole della provincia hanno partecipato all’evento conclusivo del concorso “Sui passi di don Mottola”, ideato per rendere omaggio ad un grande tropeano come il beato don Francesco Mottola.

Il concorso ha preso il via già dallo scorso anno scolastico, muovendo i suoi primi “passi”, con l’intento di far conoscere e riscoprire, soprattutto ai più piccoli, la vita e le opere di questo santo sacerdote calabrese. E’ stato un concorso a premi voluto per raccontare una storia a fumetti, un percorso educativo riservato agli alunni di scuola Primaria e di scuola Secondaria di 1° grado degli Istituti Comprensivi della Provincia di Vibo Valentia, ai gruppi parrocchiali e associazioni.

Organizzato dalla Fondazione “Casa della Carità” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Statale “Don Francesco Mottola” e l’Azione Cattolica della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il concorso è stato collegato alle iniziative indette in occasione dell’Anno giubilare Mottoliano.

L’appuntamento è iniziato a palazzo Santa Chiara con l’esposizione di tutti gli elaborati inviati.

A valutarli, è stata una giuria presieduta dalla dirigente scolastica Giuseppina Prostamo, e composta da don Francesco Sicari, in rappresentanza della Fondazione “Casa della Carità”, Paolo Giannini, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, la dott.ssa Beatrice Lento presidente dell’associazione S.o.s Korai, dalla professoressa di Storia dell’Arte Annamaria Miceli e dal il fotografo e giornalista Saverio Caracciolo. Essa, quindi, ha deliberato le opere meritevoli di particolare menzione, riconoscendo a tutti gli elaborati pervenuti uguale valore d’impegno, di ricerca, di studio, di approfondimento tematico.

I lavori fumettistici sono stati suddivisi per la valutazione in tre categorie: Young (elaborati di Prime, seconde e terze classi di scuola Superiore di I grado), premio vinto dalla scuola media di Limbadi guidata dalla dirigente Marisa Piro presente alla cerimonia; Children (quarte e quinte  scuole Primarie), riconoscimento ottenuto dalla classe VA della scuola Primaria di Tropea e Kids (prime, seconde e terze classi di scuola primaria) assegnato alla I C sempre della scuola primaria di Tropea.

Un ulteriore riconoscimento è stato assegnato dalla giuria, per l’originalità dei contenuti, all’elaborato inviato dalle classi II della scuola media di Tropea.

La premiazione è avvenuta nella concattedrale di Tropea dopo un breve momento di preghiera presieduto da don Sergio Meligrana e i saluti del vicesindaco Roberto Scalfari che ha rimarcato la vicinanza dell’Amministrazione Comunale agli eventi organizzati in ricordo di don Mottola.

Don Francesco Sicari ha ricordato il legame del Beato Mottola con i bambini che ha sempre avuto a cuore con particolare cura ed attenzione per quelli più bisognosi e malati.

E’ stata pertanto una mattinata di festa gioiosa, sia per gli oblati del sacro Cuore, che per la scuola, per tutta la cittadina di Tropea che molto presto vedrà salire agli onori degli altari uno dei suoi compaesani più amati.

Vittoria Saccà

fonte: Il Quotidiano del sud

 

 

Il 29 giugno 2019

 

TROPEA – Si svolgerà sabato 29 giugno la trentesima edizione del Premio dedicato a don Francesco Mottola, organizzato dall’omonima Fondazione presieduta da Paolo Martino.

L’evento, che si svolge da sempre il 29 giugno, in concomitanza con l’anniversario della morte del santo sacerdote tropeano, quest’anno assume maggiore rilevanza perché si inserisce nell’ambito dell’anno giubilare, indetto dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo, nel cinquantesimo della sua morte.

Tante le iniziative che sono state realizzate ad oggi e ancora tante ve ne sono in programma.

Il Premio, che gode della collaborazione dell’Amministrazione comunale, omaggia, secondo il suo regolamento, “singole persone, enti e associazioni che si siano particolarmente distinti nell’attività di carità, formazione umana, culturale, sociale e civile con spirito di servizio e nell’ottica della promozione dei diritti e della dignità della persona”.  Premia inoltre una tesi di dottorato o di laurea discussa negli ultimi cinque anni in una Università italiana o estera sull’opera del Venerabile Don Mottola oppure sulla storia della Chiesa calabrese.

A valutare le proposte giunte, è stata una Giuria composta da Vittoria Saccà, quale presidente, Don Francesco Sicari, Ernesto Lamanna, Antonino Crea, Marina Santacroce, Luciano Meligrana, Franco Stivala, nonché il sindaco della città, Giovanni Macrì.

Sono stati scelti tra le tante proposte giunte, il Coro Polifonico don Giosuè Macrì e la tesi di Don Giovanni Giordano.

La cerimonia di premiazione avverrà sabato 29 giugno, presso il Centro Culturale di via Barone, con inizio alle ore 16,00.

Dopo i saluti di rito, tra cui quelli del sindaco Macrì e del parroco don Ignazio Toraldo di Francia, interverranno Don Sergio Meligrana, parroco di S. Pietro Apostolo in Drapia e presidente della Fondazione della Carità, che parlerà de «Il 50esimo: Il senso di una celebrazione». Seguirà il presidente della fondazione don Mottola, Paolo Martino, che si soffermerà su “La Fondazione e il significato del Premio». A seguire, vi sarà l’intervento di Antonella Marincola, direttrice del Villaggio don Mottola e vice presidente della Fondazione don Mottola che affronterà l’argomento «Tra i progetti di don Mottola, il Villaggio».

Sarà poi la volta di Vittoria Saccà, presidente del Comitato Premio, che annuncerà «I Premiati della trentesima edizione del Premio don Mottola».

Paolo Ceraso, presidente del Coro polifonico don Giosuè Macrì, si soffermerà su «Il Coro e lo sguardo innamorato rivolto all’Aquila che raggiunse il sole».  Liliana Vita, Oblata del Sacro Cuore, invece, parlerà de «La Tesi su don Mottola di Giovanni Giordano»

Le riflessioni conclusive a cura di mons. Luigi Renzo, vescovo della diocesi Mileto- Nicotera – Tropea, concluderanno questo prima parte della giornata. Si continuerà presso la concattedrale, dove alle ore 19.00 vi sarà una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da mons.  Renzo, quindi il Giubileo Sacerdotale.

Vittoria Saccà

fonte: Il Quotidiano del sud

Presentato il libro

TROPEA-  Si è svolto, nei giorni scorsi, un interessante incontro durante il quale si è parlato del beato don Francesco Mottola grazie alla presentazione del libro “Don Francesco Mottola – Un santo del nostro tempo” curato da Paolo Martino, presidente della Fondazione don Mottola, e da Pasquale Russo, edito da Meligrana editore.

Nel libro, pubblicato per volontà della Fondazione, sono raccolti gli atti del convegno che si è svolto nell’occasione del 50esimo anniversario della morte del beato Mottola, avvenuta il 29 giugno del 1969, nonché gli interventi relativi alla presentazione de “Gli editoriali di Parva favilla” (1933- 1969).

L’evento, che si è svolto presso la sala del Museo diocesano, ha visto coinvolti il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera- Tropea, monsignor Luigi Renzo e Pino Di Luccio S.J. decano della Petim (sez. S. Luigi di Napoli). Presenti anche i curatori del volume Martino e Russo.

A moderare tutti gli interventi è stato Rocco Pititto, già professore di Filosofia della Mente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha dato la parola a mons. Renzo il quale ha iniziato palesando le sue preoccupazioni in merito alla data del 30 maggio quale momento della cerimonia relativa alla proclamazione di Beato di don Francesco Mottola, in quanto ancora, a quella data, non aveva ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Si è poi rammaricato per non essere stato presente al convegno per svariati motivi ricordando che il suo messaggio è giunto ugualmente. Quindi si è soffermato sia sugli atti del convegno, e sia sugli editoriali di parva faville affermando che sulla figura di don Mottola ci sono specifici particolari e che sarebbe bene studiare come si sia evoluto il suo animo nel corso dei tempi. Ha fatto riferimento anche a tutti i suoi scritti come anche le poesie. Attraverso le sue opere, infatti, ha detto il prelato, si potrebbero percorrere diversi canali per scoprire a fondo questo straordinario sacerdote di Tropea, quindi ha fatto diversi esempi su cui si potrebbe fare uno studio sistematico, producendo una serie di monografie. Perché la vita di don Mottola è ancora tutta da studiare. Ed ha invitato i giovani ad innamorarsi di Lui. Ha preso la parola don Pino Di Luccio il quale si è soffermato sul concetto di santità, secondo papa Francesco, che deve passare dalla porta accanto, ricordando che essa comporta un concetto relazionale, che deve spaziare fino all’immenso mare, specie del Mediterraneo, frontiera di pace, che deve essere come la porta dell’accoglienza. Elaborare, quindi, la teoria dell’accoglienza come fece don Francesco Mottola, esempio di teologia pratica del Mediterraneo, testimoniando la santità come uomo del Mediterraneo.«Don Mottola – ha detto inoltre Di Luccio – non fu protagonista di fatti eccezionali, fuori dal comune, né ebbe particolari riconoscimenti e onori, non gli furono risparmiate sofferenze nel corpo e nell’anima. Fu solo un uomo pieno di Dio, eppure nella semplicità di una vita scandita da monotonia, quasi noiosa, ma accettata con amore nelle parole e nei gesti di un’anima appassionata, si è resa visibile a quanti lo hanno avvicinato la presenza compassionevole, paterna, di Dio. La storia di don Francesco Mottola – ha proseguito – si è dipanata accanto alla gente di questa terra, vivendo nella parola contemplativa del Padre, spingendo tutti alla preghiera, prendendosi cura dei più deboli e dei più bisognosi dando loro una casa, la casa della carità». Questa pratica dell’accoglienza molto concreta, ha detto inoltre, fa di don Mottola un santo specificamente del Mediterraneo.«La sua è stata una storia al plurale perché coinvolge un maggior numero di persone, uomini e donne, che vollero camminare sulle sue orme e seguirlo sulla strada della perfezione». Ha quindi ripercorso la vita di don Mottola per poi passare a parlare del libro analizzandolo in tutte le sue parti. Sono poi intervenuti don Russo che si è soffermato sulla copertina e Martino che ha ringraziato i relatori e tutti i presenti.

Vittoria Saccà